I videogiochi fanno male? No, anzi migliorano le abilità e aiutano a trovare lavoro

Videogiochi fanno male

Secondo un pregiudizio radicato nel tempo senza una vera e propria teoria scientifica i videogiochi fanno male, ma da alcuni studi invece emerge esattamente il contrario. Il mondo dei videogame da tempo è uscito dalla sua nicchia ed è considerato a tutti gli effetti un prodotto che assicura guadagni stellari ed è approdato anche nel mondo del cinema, ma potenzialmente può offrire molto di più.

I videogiochi aiutano a migliorare determinate abilità richieste in alcuni ambiti di lavoro come il problem solving, la capacità di lavorare in gruppo, di mantenere la calma in situazioni di forte stress ecc. Oggi i videogame non sono più considerati una perdita di tempo, ma rappresentano addirittura una marcia in più per chi cerca lavoro. Proprio per questo motivo è consigliabile inserire nel proprio curriculum la passione per i videogiochi, indicando quali sono i giochi preferiti.

I videogiochi fanno male? Per niente, anzi i giochi multiplayer rafforzano lo spirito di gruppo

I giochi multiplayer richiedono la partecipazione di gamer provenienti da tutto il mondo, quindi è necessario organizzarsi e coordinarsi con persone che neanche si conoscono. Tutto ciò richiede una grande capacità comunicativa ed organizzativa, ma anche la conoscenza di lingue straniere per poter interagire senza problemi.

In tal senso Fortnite è un gioco altamente formativo poiché in pochi secondi bisogna prendere decisioni determinanti, scegliere ed eventualmente cambiare strategia, intraprendere una strada piuttosto che un’altra ecc. Tutto ciò fortifica lo spirito di squadra ed aiuta ad agire in gruppo, skills fondamentali in qualsiasi posto di lavoro.

La Royal Air Force alla ricerca di piloti tra i gamer

I videogiochi allenano la mente ad affrontare situazioni stressanti con calma e prendere le decisioni migliori con estrema freddezza e con un ragionamento logico. Queste stesse abilità sono richieste ad esempio nel pilotare gli aerei in situazioni critiche, come uno scontro a fuoco nei cieli oppure mentre si sorvola un territorio ostile. Proprio per questo motivo la Royal Air Force, come ammesso da un suo responsabile in un’intervista alla BBC, recluta i suoi piloti tra i gamer capaci di coordinare azioni collettive e reagire con prontezza a qualsiasi imprevisto.

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I miglioramenti a livello cognitivo apportati dai videogiochi

Il boom dei videogiochi ha attirato l’attenzione di diverse figure professionali tra cui anche gli psicologi. Giocare ed imparare insieme ad altre persone stimola la socialità e aiuta a lavorare in squadra. Secondo gli studi i gamer che giocano da soli potrebbero anche arrivare alla vittoria finale, ma senza sviluppare un senso critico. In pratica il gamer agisce secondo le sue idee e determinati automatismi, senza cerca altre vie che potrebbero essere anche più efficaci.

Diversamente lavorando in gruppo, o quanto meno in coppia, bisogna interfacciarsi con una persona che la pensa diversamente oppure che ha altre abilità. In tal senso l’esempio di Clash Royale calza a pannello, poiché nelle battaglie in coppia bisogna coordinare le proprie azioni in base a quelle del proprio compagno di squadra. Tutto ciò porta il cervello ad elaborare nuove strategie e ad intuire le future mosse del proprio compagno. Ne risulta un rilevante miglioramento delle capacità cognitive che porta ad una notevole apertura mentale che aiuta ad affrontare problemi di varia natura con prontezza e lucidità. La teoria secondo la quale i videogiochi fanno male è quindi confutata, anche se bisogna sempre ricordare che ogni eccesso è difetto.